La poesia della settimana: Kahlil Gibran - I Figli

Questa settimana ho scelto per voi la poesia "I Figli" di Kahlil Gibran, poeta, filosofo e pittore libanese nato a Bsharre il 6 gennaio 1883 e morto a New York il 10 aprile 1931.

La lirica è contenuta nel libro "Il Profeta", una raccolta di 26 sermoni in cui lo scrittore affrontò varie situazioni della vita quotidiana, proprio per questo è stato definito Breviario per Laici.

Testo Poesia: Kahlil Gibran - I Figli

E una donna che aveva al seno un bambino disse: Parlaci dei Figli.
Ed egli disse:

I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benché stiano con voi non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano nella casa del domani,
La poesia I Figli di Kahlil Gibranche voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi d'essere simili a loro,
ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso
e non perde tempo con il giorno già trascorso.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli
sono lanciati come frecce viventi.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola,
ama ugualmente l'arco che sta saldo.

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