Il Sultano Erdogan fa meno paura della Russia e di Putin

Il Sultano Erdogan fa meno paura della Russia e di Putin

A 5 giorni dal fallito (auto) Golpe le violente rappresaglie ordinate dal “Sultano” Erdogan proseguono senza sosta, mentre la Comunità internazionale e in particolar modo l’Unione Europea restano a guardare.

Le purghe del “Sultano” Erdogan contro i presunti “traditori” registrano solo deboli condanne da parte dell’Unione Europea, condanne rispedite al mittente in maniera decisa e sarcastica dal diretto interessato.

Il “Sultano” Erdogan attraverso i microfoni dell’emittente televisiva Al Jazeera non ha perso tempo ad attaccare l’intera Comunità Internazionale, accusandola di essere dietro il fallito Golpe, puntando il dito contro gli Stati Uniti d’America “colpevoli” di ospitare da anni in esilio volontario il predicatore religioso Fetullah Gule, ritenuto l’organizzatore del Golpe militare.

La Comunità Internazionaledeve smetterla di dire ad Ankara cosa fare, come tornare alla normalità: questa nazione ha il diritto di determinare il proprio destino”.

Scontro diretto con la Francia, dopo le dichiarazioni del Ministro degli esteri francese Jean-Marc Ayrault che invitavano il “Sultano” Erdogan a rispettare lo stato di diritto:Come può pensare di avere l'autorità di rilasciare queste dichiarazioni su di me? No, non può se vuole una lezione di democrazia, può facilmente riceverla da noie avvisa l’Agenzia di rating Standard & Poor’s (Che ha declassato il debito turco) “Non immischiatevi”.


L’approvazione dello stato di emergenza si è reso necessario per evitare possibili secondi attacchi:L’approvazione da parte del governo dello stato d'emergenza (in base all'articolo 120 della Costituzione) per tre mesi affinché possiamo affrontare in modo tempestivo le minacce terroristiche”.

Nella sostanza sia il “Sultano” Erdogan sia l’intero Governo turco hanno le mani libere (E al di sopra della Legge) per eliminare ogni possibile sospetto golpista.

Lo stato di terrore in cui è precipitata la Turchia “grazie” alle purghe ordinate dal “Sultano” Erdogan sta causando molti suicidi tra gli alti ufficiali come Necmi Akman (Governatore di un distretto nella provincia di Manisa) che si è suicidato con un colpo di pistola, dopo essere stato sospeso dall’incarico con l’accusa, di essere vicino al movimento del predicatore religioso Fetullah Gulen (Considerato la mente del fallito Golpe).

Le purghe di Erdogan seminano il terrore tra chi è anche solo sospettato di aver tradito il presidente: il governatore di un distretto della provincia turca di Manisa, sospeso dall'incarico perché considerato vicino al movimento dell'imam Fetullah Gulen, si è tolto la vita. E non si tratta dell’unico caso di suicidio.
60mila epurazioni e 9mila arresti. Questi i dati parziali del Terrore del “Sultano” Erdogan.

Lo scopo principale del “Sultano” Erdogan è di eliminare i sostenitori e gli uomini del predicatore religioso Fetullah Gulen considerato a tutti gli effetti, l’anti-Sultano Erdogan.

Dal suo esilio negli Stati Uniti d’America il predicatore religioso Fetullah Gulen ha rilasciato la seguente dichiarazione:E' ridicolo, irresponsabile e falso dire che io abbia a che fare con il golpe fallito. Chiedo al governo degli Stati Uniti di respingere qualsiasi richiesta di estradizione” definendo la richiesta di estradizione da parte del Governo di Ankara una “vergogna politica”.
Ma il “Sultano” prosegue sulla strada dell’estradizione, affermando inoltre che dietro l’abbattimento del Jet russo al confine con la Siria (Jet russo impegnato alla lotta contro il terrorismo di matrice islamica) in cui morì uno dei piloti ci sia lo stesso predicatore religioso Fetullah Gulen e i suoi sostenitori. Un atto per cercare di dividere Ankara da Mosca. Accusa ovviamente infondata, visto che il Jet russo è stato abbattuto da Jet militari turchi.

Ed lo stesso “Sultano” Erdogan a sostenere la versione del complotto: “Non è ancora non chiaro se il jet russo sia stato abbattuto da sostenitori di Gulen. Per ora non abbiamo prove chiare” e “saranno i magistrati a valutare”.

Quello che sta accadendo in Turchia per opera del “Sultano” Erdogan è sotto gli occhi dell’intera Comunità Internazionale che stranamente si è limitata a qualche blanda protesta mentre per il caso della Crimea subito minacce e sanzioni economiche nei confronti della Russia (Tenendo presente che la Crimea appartiene per storia e demografia alla Russia) con un piano di espansione della NATO sino ai confini russi. E tralasciamo la guerra sportiva sul doping degli atleti russi (La Russia non è stata l’unica Nazione con atleti doppati) che ha il solo scopo di impedire alla Russia di partecipare a Rio2016 (Ufficializzata l’esclusione della Federazione Russa di Atletica da Rio201) e di scippare i Mondiali di Calcio 2017 alla Russia.

La svolta dittatoriale a matrice islamica del “Sultano” Erdogan è iniziata. A questo punto l’Unione Europea dovrebbe bloccare la pratica di adesione alla stessa UE, la NATO dovrebbe espellere la Turchia, gli Stati Uniti d’America dovrebbe mettersi in prima linea per far approvare sanzioni economiche ma la Turchia non è la Russia.

Fonte: Huffington Post Italia

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